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Common Deflection Problems

Common Deflection Problems,  i tre ragazzi italiani provenienti dalla scena underground napoletana sono un mix di tecnica ed improvvisazione, si avverte subito l’influenza dello stone, zero fronzoli e tanta sostanza per un sound profondo e graffiante.

Si sono fatti le ossa nei club sporchi di Londra e il frutto del loro girovagare si avverte nel loro primo album NAKED che si struttura in 5 tracce altamente vibranti in cui la band si mette a nudo con energia e vigore mescolando il background italiano con la sfrontatezza londinese, quindi un mix esplosivo da ascoltare tutto di un fiato, ma la band capitanata da Antonio Iannola dà il suo meglio dal vivo con improvvisazioni che mettono in risalto lo spirito anticonvenzionale del gruppo……..

Intervista ai Common Deflection Problems – 11 Novembre 2009

Due terzi del gruppo viene da un progetto precedente nato sviluppato e morto in italia, e in particolare in quel di napoli cosa rimane di quella esperienza?, ci sono affinità musicali cioè un evoluzione del progetto precedente oppure avete fatto tabula rasa e siete andati alla ricerca di un sound completamente diverso?

Si, io e Gianpiero iniziammo a suonare insieme a Napoli con un progetto underground che, aimè. non ha mai brillato, causa approccio sbagliato. Ciò nonostante rimangono tante cose da quella esperienza. La piu’ importante penso sia l’affinitá musicale, il parlare quella lingua inesistente durante le prove e capirsi senza troppe spiegazioni.

Altro punto a favore sono gli ascolti comuni, lo stesso gusto e la stessa percezione della musica. Beh riguardo al sound diciamo che adesso stiamo mettendo in pratica quello che prima, nel precedente progetto, era un’idea ancora lontana. Comunque, nonostante i progressi notevoli, specialmente nell’ultimo anno, siamo avidamente alla ricerca di quel tocco in più, ne abbiamo bisogno. L’influenza londinese è netta, anche se l’orecchio preferisce sempre volare oltreoceano..In inghilterra, o meglio, a Londra la musica ti è talmente vicina che non la puoi evitare, nelle sale prove c’è tanto di quel fermento ed è pieno di locali che danno spazio alla musica live. C’è spazio per tutti.

La pubblicazione del vostro album mi fa nascere subito una domanda, differenze tra l’ambiente underground londinese ed italiano???????visto che l’album è stato registrato nella capitale inglese.

In Italia c’è una grande scena underground e ultimamente le cose stanno girando meglio. Nuove piccole etichette stanno promuovendo cose interessanti. Un esempio non molto lontano da Gaeta è la Brigadisco records, che sta lavorando sodo con gruppi must della scena alternativa italiana come G.I.Joe, Neo, Movie Star Junkies. Certo che questo non è ancora abbastanza.

L’underground in Italia è nascosto nelle cantine, non è di facile accesso, ha pochi canali e troppo poca pubblicità. Ovviamente il paragone con la scena londinese è improponibile. Ma a stupirmi non è tanto il divario in termini di numeri o di qualità, bensì la mentalità. Qui l’underground è considerato una vera e propria realtà e gode di ottima stima.

Influenze maggiori che hanno caratterizzato il vostro sound?

Domanda da un milione di dollari! L’influenza maggiore è la quotidianità, il reale. Ci guardiamo attorno e già l’atto in se provoca reazioni musicali interinali. Questa volta più che il passato, la musa è il presente.

Parlami un pò del vostro nuovo album quali sono i pezzi a cui sei più legato?

Album è un parolone. Chiamiamolo pure EP. Cinque brani, tutti fondamentali al fine di ricavarne un significato. Il nome dell’EP è NAKED, che significa “nudo”. Naked sta per un inizio, tutti siamo apparsi al mondo nudi e strillando per la prima volta. Nudi perchè con l’avventura londinese ci siamo spogliati del passato per ricominciare ancora una volta. Non saprei a quale canzone sono più affezionato, per me ognuna ha il suo perchè.

Cosa ne pensi della scena musicale alternativa in Italia?

Come dicevo prima, la musica underground in Italia non ha molto da invidiare a quella di altri paesi. E’ la mentalità italiana che lascia a desiderare.

Vi vedremo presto in italia?

Stiamo pensando di venire in Italia per 4 o 5 date. Torniamo sempre con voglia specialmente se si tratta di suonare.

Thanx to “il Roscio”



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