“Comunque la Ed Banger è l’etichetta dell’anno”.
Sono passati poco meno di quattro anni da quando biascicai questa frase durante un’esibizione degli LCD Soundsystem condita da ricche sorsate di vodka.
Ero esaltato da una nuova ondata di francesi amanti del funk, della disco e dei synth sporchi, che avevano ripreso il discorso dei Daft Punk di “Homework”, lì dove i due lo avevano lasciato.
È stato interessante veder nascere un fenomeno e seguirlo.
Osservare come qualche buona hit abbia inciso su abbigliamento, grafica, suoni e abbia ridefinito le line up di interi festival.
Non è strano, dunque, che SabastiAn abbia suonato dopo Hawtin al Sonar di quest’anno, o che Busy P e soci abbiano monopolizzato la chiusura della sezione Día, o, ancora, che dando uno sguardo ai commenti sulla line up dell’I Love Techno 2009, si trovino frasi del tipo: “Where the fuck is the techno?”.
Tuttavia, tra degenerazioni musicali (Data, ad esempio) e poghi di rito sotto cassa, la tela francese comincia a sfibrarsi.
La stanno già ricomponendo altri nomi (penso a Rone o Birdy Nam Nam) e altre etichette (Institubes o Infiné).
FONTE:Hattori Hanzo www.zero.eu



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